Passa al contenuto

AUGMENTED WELLBEING: QUANDO IL BENESSERE È  FAVORITO DALLA REALTÀ VIRTUALE

10 luglio 2026 di
AUGMENTED WELLBEING: QUANDO IL BENESSERE È  FAVORITO DALLA REALTÀ VIRTUALE
Staff Media di Become

di Sofia Colombo


Negli ultimi anni, la Realtà Virtuale (Virtual Reality, VR) è emersa come uno strumento innovativo e promettente per promuovere il benessere psicologico, sia in ambito clinico che preventivo. Tecniche di rilassamento come la mindfulness, la respirazione guidata e la meditazione, quando integrate con ambienti virtuali immersivi, mostrano una maggiore efficacia nel ridurre ansia, stress e tensione emotiva.

Diverse ricerche, tra cui quelle di Failla et al. (2022) e Navarro-Haro et al. (2019), evidenziano come anche brevi sessioni di Realtà Virtuale possano migliorare significativamente lo stato emotivo e la consapevolezza individuale.

Il presente testo analizza i benefici e i limiti dell’integrazione tra tecniche di rilassamento e Realtà Virtuale, offrendo una panoramica critica della letteratura e delle applicazioni cliniche attuali.


INTRODUZIONE

Nel corso degli ultimi anni, l’interesse per le pratiche di rilassamento quali la mindfulness sta crescendo in maniera esponenziale. Queste tecniche si sono infatti dimostrate fortemente efficaci nel ridurre lo stress e promuovere uno stato di benessere generale. Inoltre, hanno il vantaggio di poter essere sfruttate ed integrate all’interno di ambienti virtuali ed immersivi.

Una nuova frontiera riguarda proprio l’integrazione di queste ultime con la Realtà Virtuale. I vantaggi dell’uso di questo strumento sono molteplici: la Realtà Virtuale, infatti, è in grado di potenziare l’effetto delle tecniche di rilassamento, consentendo di ottenere stati di pace e rilassamento profondi e duraturi nel corso del tempo.


LE TECNICHE DI RILASSAMENTO

Jacobson ideò negli anni ’20 del 900 un metodo per gestire l’ansia, lo stress e la tensione psicofisica che venne denominato Rilassamento Muscolare Progressivo (RMP), basato sulla contrazione e sul rilascio progressivo di singoli distretti muscolari all’interno del corpo.

Il rilassamento frazionato, ideato da Vogt all’inizio del XX secolo, è invece una tecnica che permette di focalizzare l’attenzione su diverse parti del corpo consentendo a chi la utilizza di raggiungere uno stato di rilassamento e di calma profonda. Si tratta di un metodo molto simile al training autogeno di Schultz, con la differenza che nel caso di Vogt l'attenzione si concentra maggiormente sui singoli distretti corporei mantenendo il focus sulla sensazione di pesantezza e di calore.

Nel 1932, lo psichiatra tedesco Johannes Heinrich Schultz, ispirandosi all’ipnosi e alla suggestione, ha sviluppato la tecnica del training autogeno: una pratica che ha lo scopo di favorire l'equilibrio tra mente e corpo e ridurre stress, ansia, depressione e disturbi psicosomatici, nonché di migliorare le prestazioni in ambito sportivo, lavorativo e scolastico. Il training autogeno nasce come forma di auto-ipnosi e mira ad indurre l' auto-suggestione di sensazioni corporee quali calore, pesantezza, freschezza e calma.

Con il termine "ipnosi" si fa riferimento ad uno stato fisiologico simile al sonno che consente una risposta comportamentale grazie ad un’induzione di tipo verbale, oltre che alterare momentaneamente la memoria e la coscienza di sé (Ipnosi, Enciclopedia Treccani). Lo stato ipnotico determina una maggiore abilità di assorbimento e, dunque, una più elevata tendenza ad essere completamente coinvolti in un’esperienza mentale (Spiegel et al. 1991).

Molteplici studi hanno dimostrato l’effetto benefico indotto dalle pratiche ipnotiche. Ad esempio, è stato riscontrato come in pazienti sottoposti ad ipnosi, si siano manifestate migliori strategie di coping relative ad alcune forme di disagio emotivo ed una minore sintomatologia ansiosa rispetto al gruppo di controllo (de Klerk JE, 2004).

Per praticare il training autogeno si effettuano una serie di esercizi che si dividono in due tipologie: il training autogeno inferiore e quello superiore.

Il training autogeno inferiore comprende una progressione rigorosa di sei esercizi di base ideati da Johannes Heinrich Schultz, che vanno svolti in una posizione comoda e in un ambiente tranquillo.

Nel training autogeno superiore, invece, si ha a che fare con l’uso di immagini simboliche e di suggestioni personalizzate con lo scopo di raggiungere uno stato di profonda meditazione e di auto-conoscenza. 


Le tecniche di visualizzazione

All’interno dell’approccio cognitivo al rilassamento possiamo fare ricadere le cosiddette "tecniche di visualizzazione".

Si tratta di metodi che valorizzano l’immaginazione allo scopo di ottenere uno stato di rilassamento e benessere, oltre che ridurre i livelli di stress percepito e i sintomi dell’ansia. Le immagini, infatti, sono in grado di influenzare emozioni, pensieri e sensazioni fisiche rispecchiando il principio secondo il quale mente e corpo sono in stretto collegamento tra loro. Esistono due principali tecniche di visualizzazione: creativa e guidata.

La prima forma di visualizzazione consiste nel creare all’interno della propria mente un’immagine che rappresenti un obiettivo o un desiderio che si vuole realizzare, come ad esempio il superamento di una sfida importante. La persona è indotta ad evocare  le emozioni positive che proverebbe al raggiungimento di tale obiettivo. Contemporaneamente, l’utilizzo di affermazioni positive all'interno della sessione di rilassamento accresce i livelli di motivazione e fiducia nel soggetto che sperimenta questa pratica. 

La seconda forma di visualizzazione, invece, consiste nel seguire le istruzioni di una voce che descrive una scena che evoca sentimenti positivi e rilassanti come la visione di una spiaggia o di un bosco. Lo scopo è quello di coinvolgere tutti i sensi, immaginando i colori, i suoni, gli odori e le sensazioni tattili. In questo caso può essere molto utile integrare elementi di simbolismo o di metafora (Amadori, 2024).

Sia la stimolazione dell’immaginazione che le visualizzazioni sono in grado di generare profondi stati emotivi all’interno del paziente, riuscendo ad intervenire su di essi in maniera terapeutica. Lo scopo ultimo di questa tecnica è duplice: da un lato infatti migliora le abilità immaginative, dall'altro riduce le emozioni disturbanti, amplificando quelle piacevoli.


La Mindfulness

Le terapie di tipo autogeno collegate al rilassamento vengono definite bioeconomiche. Questo termine descrive la tendenza naturale della mente umana ad attivare degli stati corporei tramite l’uso di immagini e visualizzazioni. Un semplice pensiero, infatti, è in grado di attivare il sistema nervoso autonomo, inducendo stati di allerta o ansia così come, viceversa, condizioni di rilassamento. 

Molto spesso queste tecniche vengono associate a degli esercizi di mindfulness. La mindfulness, o consapevolezzaè la pratica che implica il prestare attenzione in maniera intenzionale e non giudicante al momento presente (What is Mindfulness: Definition + Benefits 2020).


Le Immagini Mentali

Sappiamo che esiste un collegamento importante tra le tecniche cosiddette corporee e quelle immaginative. Robert Desoille è considerato il maggior esponente tra tutti coloro che si sono occupati di immagini mentali ed è l’ideatore all’inizio del Novecento del reve eveillé dirigé o sogno da svegli guidato. I momenti fondamentali di questa tecnica sono tre: il rilassamento, le visualizzazioni delle immagini in movimento e la verbalizzazione delle stesse.

Egli notò infatti che lo stato di rilassamento è in grado di favorire la capacità immaginativa e che tale modificazione dell'immaginario può provocare, come conseguenza, un cambiamento anche a livello affettivo e comportamentale (sogno da svegli guidato).

Ispirandosi all’uso dell’ipnosi, in questa tecnica ci si concentra maggiormente sugli stati emotivi che vengono, di fatto, stimolati tramite la visualizzazione e l’immaginazione andando a creare degli scenari fantastici che creano dei veri e propri viaggi onirici in stato di veglia all’interno di uno stato di completo rilassamento passivo.


LA BIOSENSORISTICA

Il mondo della sensoristica e del feedback neuro-vegetativo è un altro ambito florido sia in termini prettamente psicologici che scientifici. 

Con il termine sensoristica si fa riferimento all' insieme delle tecnologie, dei dispositivi e dei sistemi di misurazione che vengono usati per rilevare, registrare e trasmettere informazioni per ciò che concerne grandezze fisiche, chimiche o biologiche provenienti sia dell’ambiente esterno che del corpo umano.

Il feedback neurovegetativo, noto anche come biofeedback autonomo, rappresenta il ponte tra mente corpo. Nello specifico, descrive il modo in cui il sistema nervoso autonomo regola le nostre funzioni fisiologiche involontarie. Attraverso questo approccio, è possibile monitorare e modulare biomarcatori chiave come il battito cardiaco, la respirazione, la sudorazione e la tensione muscolare

Si tratta di un ambito scientifico in grande espansione. Il biofeedback si è infatti dimostrato efficace nell' aiutare le persone ad autoregolare i propri stati emotivi, fornendo loro un costante resoconto dello stato in cui si trovano mentre svolgono compiti cognitivi o immaginativi e favorendo la produzione e l'elaborazione delle emozioni. 

I dati che possiamo ricavare da queste strumentazioni sono spesso dotati di un correlato grafico che consente di riconoscere l’andamento delle funzioni associate ai progressivi stati di rilassamento o di stress.

Oggi, queste tecnologie sono integrate in applicazioni per smartphone e computer, i dispositivi che usiamo ogni giorno. Tali strumenti ci guidano verso una comprensione sempre più profonda del funzionamento mentale, permettendoci di raggiungere sia stati di profondo rilassamento sia livelli elevati di concentrazione.


Le strumentazioni

Nel campo della biosensoristica, esistono strumentazioni molto semplici come il saturimetro, un dispositivo medico non invasivo che consente di misurare la saturazione di ossigeno nel sangue (SpO₂) e la frequenza cardiaca in termini di battiti al minuto. Parallelamente esistono sensori che rilevano la Galvanic Skin Response (GSR) o l' ElectroDermal Activity (EDA), progettati per valutare l’attività fisiologica associata a stati emotivi, stress e attivazione del sistema nervoso autonomo. 

Sono molteplici gli studi che evidenziano l'efficacia dell'EDA sia nel riconoscimento che nella modulazione delle risposte emotive (Psychomed CRP Italia, s.d.). Si tratta infatti di uno strumento basato sulla misura della variazione della conduttanza elettrica della pelle, che cambia in funzione della specifica quantità di sudore proveniente dalle ghiandole sudoripare (più specificatamente di quelle eccrine).

Le ghiandole sudoripare distribuite su palmi delle mani, piante dei piedi e fronte producono una notevole quantità di sudore acquoso, che permette di misurare l’effettiva conduttanza elettrica della cute. Essendo direttamente innervate dal sistema nervoso simpatico, la loro attività rappresenta un indicatore diretto di stress, emozioni, ansia o livelli di attenzione.

Quando si sperimenta uno stato emotivo intenso o negativo, il sistema simpatico incrementa la sudorazione, aumentando di conseguenza la conduttanza elettrica della pelle. Questo fenomeno biologico è alla base della Galvanic Skin Response (GSR), traducibile in italiano come risposta galvanica della pelle


NEUROFEEDBACK E BIOFEEDBACK

Tecniche come il biofeedback e il neurofeedback hanno molteplici applicazioni in ambito clinico, educativo e tecnologico. L'integrazione di dati psicofisiologici rappresenta infatti una grande opportunità per realizzare interventi sempre più personalizzati e adatti a casi specifici. Inoltre, esistono tecnologie molto avanzate in grado di fornire una raffigurazione precisa dell’attività cerebrale (Psychomed CRP Italia, s.d.).

Il neurofeedback è una tecnologia che, tramite un collegamento a un computer o a un’applicazione per smartphone, consente di registrare e visualizzare in tempo reale le onde elettroencefalografiche (EEG) del soggetto. Queste informazioni vengono restituite sotto forma di feedback visivo, uditivo o tattile, permettendo alla persona di imparare a modulare volontariamente la propria attività cerebrale (Carrobles, 2016).

All’interno dello studio longitudinale di Crivelli et al. (2018), questa tecnologia è stata combinata con la pratica della meditazione mindfulness, utilizzando un sistema di neurofeedback portatile collegato a un’app per smartphone. I risultati hanno mostrato una significativa riduzione dello stress percepito, accompagnata da diminuzioni di ansia e fatica mentale, e da un incremento dei segnali elettrofisiologici associati al rilassamento e dei marcatori fisiologici di recupero dallo stress.

Il biofeedback, così come il neurofeedback, si basa sul monitorare in tempo reale parametri fisiologici quali frequenza cardiaca, respirazione, conduttanza cutanea o tensione muscolare, dando all’individuo un resoconto visivo o sonoro che gli consente di imparare a regolare le proprie risposte allo stress.

Come evidenziato da Frank et al. (2010), il biofeedback si dimostra un intervento efficace per l'autoregolazione dei parametri fisiologici, finalizzato a promuovere il rilassamento, la consapevolezza interocettiva e il benessere emotivo. La combinazione di biofeedback, neurofeedback e Realtà Virtuale immersiva costituisce pertanto una promettente frontiera nel panorama dei protocolli di rilassamento digitali.


Il ruolo dello stress 

Ma su quali meccanismi agiscono, concretamente, queste tecnologie avanzate? Il bersaglio principale è lo stress, una condizione che logora la società moderna, dominata da ritmi frenetici e dalla costante difficoltà a ritagliarsi momenti di recupero.

Dal punto di vista fisiologico, lo stress nasce come una reazione adattiva e positiva (chiamata "eustress"): di fronte a una minaccia o a una situazione di paura, il cervello attiva la risposta di "attacco o fuga" (fight or flight), predisponendo l'organismo a reagire rapidamente al pericolo.

Quando però lo stimolo diventa intenso e prolungato, la reazione si trasforma in stress cronico. In questo scenario, l'amigdala, l'area cerebrale deputata all'elaborazione delle emozioni, invia un segnale di allarme continuo all'ipotalamo. Quest'ultimo attiva l'asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA), il principale sistema di risposta allo stress dell'organismo. È proprio l'attivazione di questo asse a riversare nel flusso sanguigno grandi quantità di cortisolo, noto appunto come "ormone dello stress".


Gli effetti del cortisolo

Il cortisolo agisce su molteplici cellule all’interno del corpo umano perché i suoi recettori sono diffusi in tutto l’organismo. Infatti, tra le altre sue funzioni, è in grado di aumentare il glucosio nel sangue per fornire energia, aumentare la pressione sanguigna e influenzare il ritmo sonno-veglia.

I livelli di cortisolo nel sangue sono infatti strettamente legati al ciclo circadiano: più elevati al mattino e meno verso sera. Quando però lo stress diventa cronico, ossia continuo e prolungato, i livelli di cortisolo non si abbassano mai a sufficienza, influenzando profondamente il nostro equilibrio psico-fisico.

L’eccesso cronico di cortisolo ha conseguenze nefaste: aumento di peso, ipertensione, disturbi del sonno e affaticamento costante uniti ad ansia, irritabilità e un maggiore rischio di incorrere in episodi depressivi. 

Fortunatamente, oggi siamo a conoscenza di tecniche scientificamente validate in grado di agire direttamente sullo stress. Tra queste, l’esercizio fisico regolare, un sonno di qualità (almeno 7-8 ore per notte), una alimentazione equilibrata e, naturalmente, l’uso di tecniche di rilassamento sia semplici che integrate con tecnologie avanzate (Medical News Today, 2023).


Una riflessione sullo stress

Lo stress è ormai una costante della quotidianità, una condizione che sembra accomunare chiunque. Tuttavia, come evidenziato da Louise Hay (1993), questo termine viene spesso utilizzato come una scappatoia. Espressioni come "sono così stressato" fanno ormai parte della nostra routine verbale, ma l'autrice invita a riflettere e a responsabilizzarsi nei confronti delle parole che usiamo ogni giorno.

Hay definisce infatti lo stress come "una scusa per non prendersi cura dei propri sentimenti", suggerendo che dietro di esso si nasconda, in realtà, una profonda paura nei confronti dei continui cambiamenti a cui siamo sottoposti quotidianamente.

Quando sorge spontaneo pensare a quanto siamo stressati, dovremmo piuttosto chiederci in che modo ci stiamo sovraccaricando, magari compiendo scelte non allineate ai nostri valori o alla nostra reale natura. Diventa fondamentale riflettere prima di pronunciare un "sì" automatico: potremmo renderci conto che stiamo acconsentendo alle richieste altrui solo per negare qualcosa a noi stessi.

È necessario, dunque, andare alla radice della vera causa di questa paura, l'unico modo per superare il blocco che ci impedisce di raggiungere un autentico stato di armonia interiore (Hay, 1993).


LA NUOVA FRONTIERA

L’uso delle Nuove Tecnologie

Alcune persone faticano a lasciarsi andare all’immaginazione e, di conseguenza, non sempre riescono a beneficiare delle tecniche di visualizzazione descritte in precedenza. In tali circostanze, si rende necessario l'approccio a metodologie più specifiche.

A questo proposito, l’impiego della Realtà Virtuale si rivela uno strumento di grande interesse. In linea generale, occorre considerare che qualsiasi pratica orientata al raggiungimento di uno stato di rilassamento profondo richiede, da un lato, lo sviluppo di un'autodisciplina che ne garantisca la costanza e, dall’altro, l'inserimento all'interno di contesti (setting) adeguati.

Lo scopo ultimo di questi interventi è proprio quello di permettere all'individuo di regolare il proprio arousal, ossia l’attivazione psicofisica automatica che viene modulata anche sulla base dei segnali interni propriocettivi.


I vantaggi delle tecniche di rilassamento digitali

Nella revisione di Failla et al. (2022) è stata valutata l’effettiva efficacia degli interventi di consapevolezza attuati tramite sistemi di Realtà Virtuale. In questi studi si è dimostrato come anche una singola esperienza di meditazione possa essere sufficiente per ridurre gli stati d’animo negativi quali ansia, rabbia e tensione, oltre che per incrementare le proprie abilità di consapevolezza.

Navarro-Haro et al. (2019), nel loro studio, hanno invece valutato i benefici della mindfulness svolta all'interno della Realtà Virtuale, confrontandola con la pratica tradizionale. Il campione preso in esame era composto da soggetti adulti con disturbo d'ansia generalizzata.

Quello che si è evinto è che anche brevi sessioni di mindfulness svolte all’interno di ambienti tridimensionali di tipo naturale, come le foreste, sono state associate a una diminuzione significativa e immediata nei livelli di ansia percepita, disagio e tensione emotiva. Per di più, rispetto alla mindfulness tradizionale, l’intervento nell'ambiente immersivo ha determinato un maggior incremento del senso soggettivo di benessere psicologico e rilassamento.


ESPERIENZE IMMERSIVE DI RILASSAMENTO AUMENTATO

L’utilizzo in ambito clinico delle esperienze immersive di rilassamento aumentato si fonda su chiari razionali neurofisiologici. Uno dei principali obiettivi di questa tipologia di interventi è evitare l'innalzamento della soglia critica di allerta del paziente, con lo scopo di mantenerlo in una condizione di stabilità e calma.


I sistemi di regolazione emotiva

Fig.1 La Teoria dei Tre Sistemi Gilbert, P. (2009)


Sulla base della Teoria dei tre Sistemi di Regolazione Emotiva di Paul Gilbert (2009), la nostra mente si orienta attraverso tre specifiche modalità bio-comportamentali.

Il sistema rosso (della Minaccia) è responsabile dei comportamenti di attacco o fuga; in questo scenario l’amigdala, che si attiva in stati di elevata attivazione fisiologica, mobilita le risorse cerebrali per fronteggiare la situazione critica.

Il sistema blu (della Ricerca di stimoli e risorse) innesca invece curiosità ed energia, allo scopo di raggiungere obiettivi e completare determinati compiti.

Il sistema verde (del Rilassamento e della Sicurezza) infine, ha lo scopo di ricondurre l’organismo a uno stato di calma e sicurezza interiore. Il nostro cervello, infatti, è biologicamente programmato per riconoscere con maggiore facilità i segnali di minaccia rispetto a quelli di sicurezza.

L’obiettivo ultimo della biosensoristica applicata alla Realtà Virtuale risulta quindi quello di disinnescare il sistema rosso, non sovraccaricare il sistema blu e stimolare il più possibile quello verde. Tale modulazione è resa possibile dalla progettazione di ambientazioni virtuali caratterizzate da suoni naturali e prive di minacce, sia oggettive sia, nei limiti del possibile, soggettive.

Il potenziale di minaccia oggettivo può essere mitigato sfruttando principi geometrici di simmetria e la lentezza dei movimenti ambientali. La componente soggettiva, al contrario, varia sensibilmente da individuo a individuo. Attraverso un'accurata anamnesi clinica del paziente, l'operatore può selezionare l’esperienza di rilassamento più idonea, escludendo dettagli ed elementi che potrebbero condizionare negativamente il vissuto emotivo; alcuni soggetti, ad esempio, potrebbero aver strutturato esperienze negative o traumatiche proprio in contesti apparentemente rilassanti come il mare o la montagna.

Spetta dunque alla valutazione dell’operatore la scelta degli scenari più adatti a rendere l’esperienza terapeutica ottimale. A supporto di ciò, la sonorizzazione di questi ambienti è stata realizzata ad hoc per indurre sensazioni di accoglienza, protezione e sostegno, avvalendosi di composizioni acustiche strutturate sulle più recenti evidenze delle neuroscienze.

In un esempio di esperienza immersiva, la persona può percorrere un sentiero all’interno di un giardino pieno di pace e tranquillità come nella seguente immagine:

   

                   
Fig.2 La persona viene accompagnata ad acquisire sempre più consapevolezza della propria respirazione e del proprio corpo 

LA VIDEO GAME THERAPY

La Video Game Therapy (VGT) è una nuova frontiera all’interno del campo della salute mentale, un approccio terapeutico molto innovativo che riguarda l’uso dei videogiochi allo scopo di promuovere il benessere psicologico. Il videogioco diventa uno strumento da utilizzare nella pratica clinica attraverso il quale i pazienti possono entrare nel proprio mondo più intimo, interiorizzare nuove competenze e fronteggiare le sfide all’interno di un contesto differente dalla consuetudine (Video Game Therapy, 2024).

Per ciò che concerne la tipologia di videogioco, sappiamo che alcuni sono realizzati appositamente per sollecitare il sistema di attacco-fuga creando nel soggetto uno stato di allerta. Un esempio è quello dei videogiochi di azione o horror quali Resident Evil dove il giocatore ha a che fare con degli zombie in circostanze di elevata tensione, ma anche Fortnite, dove si è immersi in una condizione di costante conflitto. 

Barr, M., et al. (2022) invece, si sono focalizzati sui potenziali benefici psicologici che i videogiochi possono apportare sia in ambito di prevenzione che di trattamento. Conosciamo tutti i rischi da iperconnessione collegati all’uso eccessivo di questi strumenti. Quello che non tutti sanno è che la letteratura scientifica recente ha dimostrato che, se  utilizzati in maniera controllata e precisa, essi sono in grado di apportare anche una serie di benefici. Fra questi, la riduzione dello stress e dell’ansia, il miglioramento dell’umore, la connessione sociale e addirittura, il supporto alla psicoterapia.

I videogiochi, infatti, sono in grado di distogliere l’attenzione dai pensieri negativi, ridurre la tensione mentale e favorire le emozioni positive. Alcuni giochi, come quelli multiplayer o nei quali è prevista una certa dose di cooperazione, favoriscono l’interazione sociale, riducendo sentimenti di solitudine e isolamento.

Determinati videogiochi, addirittura, sono progettati ad hoc per interventi psicoterapeutici specifici, per esempio, nei casi di disturbi d’ansia, dell’umore o dell’ADHD.

La Video Game Therapy, dunque, rappresenta un valido supporto soprattutto per le nuove generazioni. Naturalmente, tale approccio deve essere utilizzato con moderazione, sotto la costante supervisione di professionisti e modulato in funzione delle specifiche differenze individuali.


ESPERIENZE DI RILASSAMENTO AUMENTATO DALLA REALTÀ VIRTUALE 

Le caratteristiche

Le esperienze in Realtà Virtuale che si fondano sull’azione attivano il sistema di attacco e fuga, inducendo la secrezione di adrenalina. Quelle di rilassamento, invece, stimolano il sistema calmante, favorendo uno stato di pace e quiete interiore. In termini grafici e sonori ciascun fotogramma, come già accennato in precedenza, deve disinnescare il sistema rosso, limitare quello blu e attivare quello verde.

La durata di queste esperienze non deve superare i 10-12 minuti; in caso contrario, si potrebbe incorrere in uno stato di malessere legato all’uso prolungato del visore, in un senso di monotonia o noia, fino a sviluppare la condizione denominata cybersickness. Quest'ultima comporta un effettivo disagio fisico che può manifestarsi durante o dopo l’uso delle tecnologie immersive. Tale fenomeno è del tutto analogo al mal di mare o al mal d’auto e deriva da un’incongruenza tra gli stimoli visivi e ciò che il corpo percepisce a livello vestibolare. Tra i sintomi principali, può far sperimentare nausea, vertigini e cefalea (LaViola, 2000).


Quando usarle?

Le possibilità di utilizzo di queste esperienze sono molteplici. In particolare, un individuo che non ha una piena consapevolezza del proprio corpo o che presenta difficoltà nella regolazione emotiva e fisiologica, può essere guidato nel raggiungimento di uno stato di rilassamento profondo. Questo percorso gli consentirà, gradualmente, di apprendere come riprodurre tale stato in modo autonomo, anche in assenza delle tecnologie stesse.


I benefici dell'esperienza immersiva 

Le esperienze immersive di rilassamento sono utili in molteplici momenti del percorso terapeutico.

Durante la seduta, inoltre, questi strumenti possono essere impiegati per il trattamento dei traumi, grazie alla riproduzione del cosiddetto "luogo sicuro", che favorisce nel paziente un profondo senso di rassicurazione.

Per di più, si rivelano efficaci prima di momenti particolarmente intensi sotto il profilo emotivo e cognitivo: si pensi alla preparazione di un esame universitario per gli studenti o, nell'ambito sanitario, alle fasi precedenti a un intervento chirurgico. Queste tecnologie, infatti, consentono a chi ne fruisce di acquisire efficaci strategie di autoregolazione, utili per ritrovare la calma e un'elevata concentrazione.

Le esperienze, oltre che attraverso il visore, sono accessibili anche direttamente dallo smartphone. È stata infatti sviluppata un'apposita applicazione per dispositivi mobili, concepita affinché l'utente possa utilizzarla in qualunque momento ne avverta il bisogno. 


AUGMENTED WELLBEING

Il Giardino Segreto

Pietre zen aprono l’esperienza immersiva. Posizionate una sopra l’altra allo scopo di migliorare i livelli di concentrazione e abbracciare maggiormente il momento presente.

Una porta circolare in bambù si apre lentamente su un bellissimo giardino di ciliegi in fioritura. I petali trasmettono una sensazione di calma e pace volando nell’aria. Gli elementi visivi e sonori appositamente selezionati creano una bellissima atmosfera: l’acqua che scorre, gli effetti audio 5D, la musica rilassante e la voce narrante accompagnano l’individuo verso uno stato di profonda serenità e tranquillità.


Fig.3 Il Giardino Segreto 

L'ambientazione richiama molto la tipica struttura di un giardino giapponese, ricco di elementi naturali: il laghetto trasparente con carpe che nuotano, un ponte in legno, sassi e sabbia chiara, farfalle che volano delicatamente nell’aria. Ogni elemento è stato appositamente selezionato per ridurre l’attivazione del senso di minaccia e favorire un senso delicato di immersione. Inoltre, i movimenti lenti riducono il rischio della cosiddetta cybersickness. 

L’esperienza termina con l’apertura finale del portale, che porta il soggetto ad un fantastico giardino di ciliegi bianchi evocando pace, leggerezza e rinascita. La luce, piano piano, diventa bianca incarnando una metafora di pienezza, purezza e liberazione interiore.

Risulta significativa l’esclusione di presenze sociali in ciascuna esperienza immersiva, una scelta intenzionale volta a favorire uno stato di quiete profonda. Questo isolamento permette la creazione di un autentico luogo sicuro, all’interno del quale la persona può dedicarsi interamente al proprio benessere psicofisico. 


Approfondimento Evidence-Based

Nell’articolo di Brizzi et al. (2025) è stato esplorato l’uso degli psichedelici nel campo della salute mentale. Tuttavia, la ricerca ha subito rallentamenti a causa delle preoccupazioni relative ai potenziali effetti collaterali, sia a breve sia a lungo termine, derivanti dall’uso di tali sostanze.

In questo scenario, il progresso scientifico in ambito tecnologico ha permesso lo sviluppo delle Hallucinatory Visual Virtual Experiences (HVVE), ovvero simulazioni di esperienze psichedeliche realizzate tramite la Realtà Virtuale immersiva. Lo studio ha approfondito l’impatto di queste sessioni su un campione di 50 partecipanti sani, valutando i livelli di flessibilità cognitiva, risposta affettiva e attività autonomica. Nello specifico, i soggetti sono stati sottoposti a due esperienze in Realtà Virtuale immersiva della durata di dieci minuti ciascuna: una era costituita dal Giardino Segreto, mentre l’altra proponeva la medesima ambientazione nella sua versione allucinata, generata tramite l’algoritmo Google DeepDream.

Fig.4 Sopra la condizione di controllo. Sotto la condizione sperimentale con la versione allucinata 

Le misure sperimentali sono state raccolte dopo la somministrazione di ciascun video, includendo anche la valutazione dell’esperienza di flow. In termini di risultati, in seguito alle HVVE si è riscontrato un significativo miglioramento sia della flessibilità cognitiva sia del controllo inibitorio.

I dati hanno inoltre evidenziato un incremento dell’assorbimento nel flow a fronte di una diminuzione della sua fluidità. Entrambe le condizioni sperimentali hanno mostrato un effetto benefico sullo stato affettivo positivo e una riduzione dell’ansia rispetto alla misurazione della baseline, oltre a una contestuale diminuzione della frequenza cardiaca e dell'attività del sistema nervoso simpatico. Di conseguenza, le HVVE hanno dimostrato di produrre effetti analoghi a quelli psichedelici, ma con ricadute positive sul funzionamento sia cognitivo sia emotivo.

Poter sfruttare i vantaggi di queste esperienze, azzerando al contempo gli effetti collaterali derivanti dall’assunzione di sostanze psicoattive, offre prospettive di grande interesse per lo sviluppo di approcci terapeutici innovativi e di nuova generazione. 


Gli effetti psicofisiologici

Lo studio “Psycho-physiological Effects of a Virtual Reality Relaxation Experience after Acute Stressor Exposure” di Andrea Gaggioli, Elena Gianotti e Alice Chirico del 2020 indaga gli effetti psicologici e fisiologici dell’esperienza immersiva "Il Giardino Segreto" in seguito ad una esposizione di uno stimolo stressogeno acuto in un contesto laboratoriale.

A un campione di 47 studenti universitari (31 donne e 16 uomini) è stato somministrato il Trier Social Stress Test (TSST), un protocollo standardizzato volto a indurre uno stato di stress psicologico acuto mediante un discorso dinanzi a una commissione giudicante. Successivamente, i soggetti sono stati suddivisi in due gruppi: quello sperimentale, sottoposto all’esperienza di rilassamento, e quello di controllo. In termini di parametri psicologici e psicofisiologici, sono stati misurati l’ansia di stato tramite la scala STAI (Spielberger, 1983), la frequenza cardiaca (HR), la variabilità della frequenza cardiaca (HRV) e, per il solo gruppo sperimentale, il senso di presenza.

Quest'ultimo costrutto è stato valutato attraverso l'ITC-Sense of Presence Inventory (ITC-SOPI), un questionario psicometrico che misura il livello di presenza esperito dai soggetti durante le immersioni virtuali. I risultati della ricerca hanno evidenziato come il TSST abbia determinato, inizialmente, un incremento significativo sia dei livelli di ansia sia della frequenza cardiaca in tutto il campione.

In seguito alla fase di rilassamento, i livelli di ansia sono diminuiti in entrambi i gruppi, sebbene il decremento sia risultato statisticamente più significativo nei partecipanti esposti all’ambiente simulato. Tuttavia, le differenze fisiologiche tra i due gruppi non hanno raggiunto la significatività statistica, un esito verosimilmente imputabile a dati incompleti o ad artefatti nella registrazione dei segnali cardiaci.

La Realtà Virtuale, dunque, si conferma un validissimo strumento per favorire il recupero dallo stress, in particolar modo da quello acuto. Risultano ad ogni modo necessari ulteriori studi, condotti su campioni più ampi e supportati da una raccolta di dati fisiologici più rigorosa, al fine di estendere e confermare tali evidenze.


La Spiaggia al Tramonto


Fig.5 La Spiaggia al Tramonto 

Una spiaggia bianca e luminosa, il mare calmo e azzurrissimo, le palme si muovono delicatamente nel leggero vento serale.

Avanzando, si scorgono pietre levigate e un gruppo di stelle marine dotate di forme e colori meravigliosi. Il sole tramonta, ed il cielo e l’acqua si colorano di arancione e tonalità dorate.

La luce del giorno lascia lo spazio ad un cielo luminosissimo e pieno di stelle. Lontano si vedono piccole imbarcazioni illuminate che conferiscono alla scena un senso di sicurezza e serenità. Un sentiero di candele guida l’utente nel proprio percorso, orientandolo e offrendo una sensazione di contenimento che preserva, al contempo, la sua totale libertà.

Al termine del percorso si giunge a un'amaca situata tra due palme e circondata da candele disposte in cerchio, un ambiente ideato per favorire il riposo, il calore e la quiete. L’esperienza permette così di passare da uno stato di attivazione iniziale a una condizione di rilassamento profondo, consentendo il raggiungimento di un autentico benessere psicofisico. 


La Cascata nella Prateria

La Cascata nella Prateria è un’esperienza immersiva ambientata lungo un sentiero montano, caratterizzato da vaste distese di prati verdi e tulipani dai colori brillanti rossi e gialli che sbocciano gradualmente sotto un cielo azzurro con nuvole bianche. L’utente è invitato a osservare i dettagli della natura e a concentrarsi sul proprio respiro, così da favorire uno stato di profonda distensione e calma.


Fig.6 La Cascata nella Prateria 

Proseguendo lungo il percorso si raggiunge uno specchio d'acqua limpido e trasparente, impreziosito da ninfee che si muovono delicatamente in superficie. In questo scenario la muscolatura si distende, le tensioni si sciolgono e il lento passaggio delle nuvole nel cielo contribuisce ad alleggerire la mente da ansie e preoccupazioni. In lontananza, i suoni ovattati provenienti da un piccolo villaggio trasmettono una profonda sensazione di familiarità e sicurezza.

Verso la conclusione dell’esperienza immersiva, l’individuo si ritrova di fronte a un grande albero, la cui maestosità evoca un senso di forza, equilibrio e radicamento. Accanto, una splendida cascata fa scorrere acqua cristallina, stimolando una percezione di purificazione, libertà e pace interiore.

L’intera esperienza richiama la spensieratezza dell'infanzia, epoca in cui il contatto diretto con la natura generava spontaneamente gioia e serenità. Gli stimoli ambientali come il verde del prato, l’azzurro del cielo e la limpidezza dell'acqua, agiscono in sinergia, permettendo al soggetto di ritrovare un autentico stato di benessere fisico ed emotivo. 


LE APP PER IL BENESSERE

Sia la meditazione sia le forme di autorilassamento sono sempre più diffuse e accessibili tramite applicazioni dedicate, che consentono di praticarle in completa autonomia. Si spazia dall’uso di discipline classiche ispirate alla mindfulness e basate sul controllo del respiro o sull’impiego di sonorizzazioni e suoni ambientali che sfruttano i battiti binaurali e le suggestioni grafiche, fino ad arrivare a soluzioni più evolute, che guidano l'utente passo dopo passo nell’apprendimento delle più svariate tecniche.

In alcuni casi si è assistito alla creazione di vere e proprie comunità di pratica che sfruttano le piattaforme social, all’interno delle quali i membri si incontrano virtualmente per svolgere sessioni di meditazione di gruppo.

Mind Captain è un’applicazione di Tecnologia Positiva progettata per un target giovanile compreso nella fascia di età tra i 13 e i 24 anni. Uno studio condotto su questa piattaforma ha evidenziato come il progetto risulti allineato allo Youth Goal 5 dell’UE e interamente finanziato da Erasmus+. Sviluppata in Europa in seguito alla pandemia da Covid-19, l'applicazione persegue molteplici scopi: potenziare l’alfabetizzazione emotiva, promuovere la regolazione delle emozioni e valorizzare i punti di forza personali, configurandosi inoltre come uno strumento operativo a disposizione degli youth workers.

La base teorica di questa applicazione integra differenti modelli scientifici. In primo luogo, il costrutto dell’Intelligenza Emotiva, intesa come la capacità di riconoscere, comprendere, esprimere e gestire le emozioni proprie e altrui. Viene inoltre incorporato il Socio-Emotional Learning (SEL), un approccio pedagogico orientato a promuovere lo sviluppo delle competenze emotive, specialmente in contesti educativi o in progetti dedicati ai giovani. Il sistema si avvale anche dell' Acceptance and Commitment Training (ACT), un orientamento psicologico che impiega la mindfulness e focalizza l'attenzione sui valori personali, incrementando la flessibilità psicologica.

Infine, l'architettura include i principi della Self-Compassioncostrutto che insegna a relazionarsi a se stessi con gentilezza, comprensione e rispetto e si rifà, in senso più ampio, ai paradigmi della Psicologia Positiva

Fra gli obiettivi generali e trasversali a tutti questi costrutti vi sono sono l’incremento di:

  • flessibilità psicologica
  • defusione
  • attenzione al presente
  • chiarificazione dei valori e di azioni impegnate

Il raggiungimento di tali traguardi avviene attraverso il processo fondamentale di accettazione delle emozioni difficili.


Un affondo sulla PP2.0

La Psicologia Positiva di Seconda Generazione (PP2.0) nasce da un'evoluzione della Psicologia Positiva classica, fondata da Martin Seligman e Mihaly Csikszentmihalyi tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila.

La prima generazione di questo orientamento si concentrava prevalentemente su aspetti quali le emozioni positive, l'ottimismo e i tratti caratteriali virtuosi. Nonostante la validità di tali premesse, studiosi come Paul Wong e Tim Lomas hanno evidenziato come un simile approccio rischiasse di apparire eccessivamente polarizzato sulla positività, trascurando una componente inevitabile dell’esistenza: la sofferenza umana.

La Psicologia Positiva 2.0 propone invece una visione integrata del benessere, considerandolo nella sua interezza. Tra le principali differenze rispetto al passato emergono l’accettazione delle esperienze emotive negative, il riconoscimento della sofferenza come elemento cruciale per la crescita interiore e la valorizzazione di processi fondamentali quali l’accettazione e la compassione.

Questo modello teorico presenta una forte convergenza con i principi cardine dell'ACT e della mindfulness.


La Metafora del Viaggio in Mare

All’interno dell’articolo viene utilizzata la metafora del viaggio in mare: l’individuo è il capitano della propria nave, le vele raffigurano le risorse personali, il meteo rappresenta le emozioni e il diario di bordo richiama la pratica del journaling. La tartaruga e il gabbiano fungono da compagni e guide, il salvagente fornisce un aiuto rapido e immediato e infine il timone simboleggia i valori di riferimento.

Analizzando nel dettaglio le funzioni strutturate nell'applicazione, il primo modulo è l'Emotional Compass, volto a migliorare il riconoscimento delle emozioni e ad arricchire il lessico emotivo del soggetto.

Segue il Mood Tracking, una funzione sviluppata per monitorare l’andamento dell’umore su base quotidiana, settimanale e mensile.

Il Safe Harbour consente di praticare la respirazione consapevole e il box breathing, interventi mirati a ridurre l’attivazione fisiologica.

La Land of Wisdom promuove invece l’accettazione emotiva attraverso la metafora del cielo e del meteo, e la defusione cognitiva tramite la tecnica terapeutica delle foglie sul ruscello.

L’Island of Strengths include esercizi derivati dalla psicologia positiva focalizzati sull' empatia, il coraggio, lo stupore, l'auto-compassione, la gratitudine, la speranza e l'ottimismo. 

Infine, lo Steering Wheel supporta l'utente nella chiarificazione dei propri valori e nell'orientamento delle azioni. Il prototipo software è stato interamente sviluppato in Unreal Engine, offrendo una grafica 2D/3D con effetto parallax, animazioni dedicate e una voce narrante in lingua inglese.


Fig.7 Screenshot della app "Mind Captain"

Lo studio, pur essendo ancora in corso, ha già evidenziato alcuni risultati preliminari. In particolare, un primo test di usabilità condotto con 10 studenti universitari ha mostrato un forte apprezzamento per l'applicazione, considerata di grande utilità dai partecipanti. Ciononostante, sono emerse alcune difficoltà iniziali relative alla navigazione e alla mancanza di feedback chiari, criticità che sono state successivamente ottimizzate nella versione successiva del software.

Attualmente è in fase di svolgimento uno studio di efficacia quasi-sperimentale che coinvolge giovani provenienti da diversi Paesi europei; l'obiettivo è valutare se l’utilizzo continuativo dell’applicazione per la durata di una settimana possa incrementare la consapevolezza, la regolazione emotiva e, più in generale, il benessere psicofisico globale.

Inoltre, dai focus group condotti con i ragazzi e con gli youth workers è emerso come i giovani avvertano un forte bisogno di strumenti mirati a migliorare la gestione di stress e ansia, una necessità a cui questa applicazione risponde in modo mirato (Cristofolini et al., 2024).


CONCLUSIONE

In conclusione, l'analisi svolta evidenzia come le moderne tecnologie costituiscano strumenti di straordinaria validità da integrare alle tradizionali tecniche di rilassamento. I benefici derivanti da questa sinergia sono molteplici: l’incorporazione di dispositivi neuroscientifici quali il biofeedback, il neurofeedback e la biosensoristica avanzata,  unitamente all'impiego della Realtà Virtuale in ambienti immersivi, rappresenta una frontiera ricca di potenzialità per la tutela della salute mentale e il potenziamento del benessere psicofisico individuale. 

Questi approcci si rivelano particolarmente coinvolgenti e funzionali per i soggetti che presentano difficoltà a concentrarsi o a raggiungere uno stato di quiete attraverso le metodologie classiche. Lo sviluppo di tali architetture tecnologiche è in costante espansione e contribuisce a delineare prospettive future decisamente promettenti per la ricerca e la pratica clinica.

 

BIBLIOGRAFIA

  1. Amadori A. (2024). Vivere con consapevolezza. Tecniche di benessere e di rilassamento. Mind di Milano.
  2. Barr, M., Copeland-Stewart, A., & Parks-Stamm, E. J. (2022). Exploring the possible mental health and wellbeing benefits of video games. Frontiers in Psychology, 13, 951394. https://doi.org/10.3389/fpsyg.2022.951394
  3. Brizzi, G., Pupillo, C., Rastelli, C., Greco, A., Bernardelli, L., Di Natale, A.F., Pizzoli, S.F.M., Sajno, E., Frisone, F., Di Lernia, D., Riva, G. (2025). Cyberdelics: Virtual Reality Hallucinations Modulate Cognitive-Affective Processes. Dialogues Clin Neurosci.
  4. Carrobles, J.A (2016) Bio/neurofeedback, Clínica y Salud, Vol. 27, No. 3, pp- 125-131, doi:      10.1016/j.clysa.2016.09.003.
  5. Cristofolini, F., Bernardelli, L., Albers, T., & Gaggioli, A. (2024). Mind Captain: A Positive Technology App for Youth Well-being. In Proceedings of the Positive Technology International Conference 2023 Positive Technology: Possible Synergies between Emerging Technologies and Positive Psychology (PT 2023) (pp. 46-65). Atlantis Press.
  6. Crivelli, D., Fronda G. Venturella I. and Balconi M. (2018), “Stress and neurocognitive efficiency in managerial context”, International Journal of Workplace Health Management, doi: 10.1108/IJWHM-07-2018-0095.
  7. De Klerk JE, du Plessis WF , Steyn HS, et al. Hypnotherapeutic ego strengthening with male South African coronary artery bypass patients. Am J Clin Hypn 2004; 47:79–92.
  8. Failla C, Marino F , Bernardelli L, Gaggioli A, Doria G, Chilà P , Minutoli R, Mangano R, Torrisi R,Tartarisco G, Bruschetta R, Arcuri F , Cerasa A, Pioggia G. Mediating Mindfulness-Based Interventionswith Virtual Reality in Non-Clinical Populations: The State-of-the-Art. Healthcare (Basel). 2022 Jun 29;10(7):1220. doi: 10.3390/healthcare10071220. PMID: 35885747; PMCID: PMC9316803.
  9. Frank, D. L., Khorshid, L., Kiffer, J. F., Moravec, C. S., & McKee, M. G. (2010). Biofeedback in medicine: Who, when, why and how? Mental Health in Family Medicine, 7(2), 85–91. https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC2939454/
  10. Gaggioli, A., Gianotti, E., Chirico, A. (2020). Psycho-physiological Effects of a Virtual Reality Relaxation Experience after Acute Stressor Exposure. Annual Review of Cybertherapy and Telemedicine 2020, 123.
  11. Gilbert, P. (2009).The compassionate mind: A new approach to life's challenges. London: Constable & Robinson.
  12. Hay, L. L. (1993). Il potere è in te. Astrolabio.
  13. Ipnosi. Estrapolato da https://www.treccani.it/enciclopedia/ipnosi/
  14. LaViola, J. J. (2000). A discussion of cybersickness in virtual environments. ACM SIGCHI Bulletin, 32(1), 47–56. https://doi.org/10.1145/333329.333344
  15. Medical News Today. (2023, May 5). Cortisol and stress: What is the connection? Retrieved October 29, 2025, from https://www.medicalnewstoday.com/articles/cortisol-and-stress
  16. Navarro-Haro, M. V., Modrego-Alarcón, M., Hoffman, H. G., López-Montoyo, A., Navarro-Gil, M., Montero-Marín, J., ... & García-Campayo, J. (2019). Evaluation of a mindfulness-based intervention with and without virtual reality dialectical behavior therapy mindfulness skills training for the treatment of generalized anxiety disorder in primary care: A pilot study. Frontiers in Psychology, 10, 55. https://doi.org/10.3389/fpsyg.2019.00055
  17. Psychomed CRP Italia. (s.d.). Correlati psicofisiologici delle emozioni: un’analisi dell’attività elettrodermica (EDA) e dell’elettromiografia (EMG) negli stati emotivi di ansia, rabbia e tristezza. Estrapolato da https://psychomed.crpitalia.eu/correlati-psicofisiologici-delle-emozioni-unanalisi-dellattivita-elettrodermica-e-dellelettromiografia-negli-stati-emotivi-di-ansia-rabbia-e-tristezza/
  18. Spiegel D. Neurophysiological correlates of hypnosis and dissociation. J Neuropsychiatry Clin Neurosci 1991; 3:440–445.
  19. Spielberger, C. D. (1983). State-Trait Anxiety Inventory for Adults. Palo Alto, CA: Consulting Psychologists Press.
  20. Sogno da svegli guidato (Reve Eveillè Dirigè). Estrapolato da http://psicologaonlinemodica.altervista.org/sogno-da-svegli-guidato.html
  21. Video Game Therapy. (2024). La Video Game Therapy: Un nuovo orizzonte per la salute mentale. Estratto da https://www.videogametherapy.it
  22. (4 Novembre 2020). What Is Mindfulness: Definition + Benefits. Estrapolato da https://positivepsychology.com/what-ismindfulness

[1] GSR: La GSR o Galvanic Skin Response risulta essere, praticamente, la stessa cosa. La traduzione in italiano sarebbe risposta galvanica della pelle. Il termine GSR è quello tradizionale, mentre EDA è la denominazione scientifica attualmente in vigore.

[2] Youth Workers: operatori giovanili o educatori giovanili che lavorano a contatto con giovani e adolescenti e promuovono lo sviluppo personale, sociale ed emotivo.

[3] Defusione: tecnica dell’ACT che aiuta a distaccarsi dai propri pensieri, riconoscendoli come meri eventi mentali e non come verità assolute.

[4] Box breathing: consiste in una tecnica di respirazione che segue quattro fasi della medesima durata, così come i lati di un quadrato.



REALTÀ VIRTUALE E BIO-SENSORISTICA: IL BIOFEEDBACK A SOSTEGNO DEL METODO AUGMENTED PERFORMANCE